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La statua della “Gospa” piange lacrime di sangue nella città di Civitavecchia

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Intervista con Mons. Girolamo Grillo da Civitavecchia - «L'albero si riconosce dai frutti»

Statue Our Lady Civitavecchia Weeping Tears Blood

Monsignor Girolamo Grillo cita il Vangelo per rispondere a chi gli chiede, dieci anni dopo, un giudizio sulla vicenda della Madonnina che piangeva sangue. Tanti ne sono passati, infatti, dal 2 febbraio 1995, quando il fenomeno si manifestò per la prima volta. E il vescovo di Civitavecchia, che il successivo 15 marzo fu testimone diretto di una delle lacrimazioni, oggi salta a pie' pari tutti i discorsi sul «vero o falso», e ricorda un colloquio avuto proprio in quei giorni con il cardinale Joseph Ratzinger. «"Eminenza" - gli dissi - se non si tratta di un fatto soprannaturale tutto si sgonfierà da sé. Ma se lo fosse, nessuno potrà fermare la Madonna». E lui mi rispose: «Sì è proprio così».

Statue of Our Lady in Civitavecchia weeping tears of blood
Che cosa è accaduto, dunque, in questi dieci anni?

«Giudichi lei stesso. Da allora la presenza dei pellegrini non solo non è mai venuta meno, ma si è purificata da ogni scoria di sensazionalismo. Le persone che vanno a Pantano sono spinte da un grande bisogno di conversione. E lo sta a dimostrare il fatto che ho dovuto provvedere alla presenza continua di cinque confessori. I quali mi raccontano di aver potuto riconciliare con Dio tanta gente che era lontana anche da moltissimi anni, non di rado anche delinquenti. Circa un migliaio di famiglie dissestate, a causa di divorzi o separazioni si sono ricomposte e al giorno d'oggi non è un fatto certamente usuale. Tante donne hanno ottenuto la maternità desiderata e poi vengono a battezzare lì il loro bambino. Molti, infine, hanno chiesto il battesimo, anche ex musulmani. E allora perché non far conoscere al mondo questi frutti positivi?»

Avete in mente qualche iniziativa particolare per il decennale?

«È stato preparato un Dossier, che sarà pubblicato tra breve a livello nazionale. E poi ci sono i 44 registri, pieni di firme e di pensieri dei visitatori, che a mio parere raccolgono tutte le angosce del nostro tempo. Ma anche tutte le speranze di chi si rivolge a Maria».

E in questi giorni è prevista una celebrazione particolare?

«Ogni anno, nella notte tra l'uno e il 2 febbraio, i fedeli partono dal centro della città e raggiungono la località Pantano, percorrendo a piedi i 12 chilometri del tragitto. Quest'anno erano 1500 e hanno sfidato il freddo intenso. Tenga presente che fino a 20 anni fa Civitavecchia era considerata "la Stalingrado del Lazio": il 60 per cento di comunisti, una città anticlericale e anarchica. Oggi credo che questo fatto abbia lasciato il segno. Certo, se è davvero la Madonna che ha pianto, non credo abbia pianto solo per Civitavecchia».

Dal punto di vista pastorale che cosa ha rappresentato per lei questo evento?

«Come vescovo sono molto contento perché la parrocchia di Sant'Agostino a Pantano è diventata un centro di evangelizzazione non solo per la città, ma per l'Italia e il mondo intero. Nell'ultimo registro delle presenze, che riguardava i mesi di novembre e dicembre 2004, ho contato 12 pellegrinaggi esteri, dallo Sri Lanka all'America Latina. Noi ci sforziamo di indicare la vera devozione a Maria, che è colei che porta a Cristo. E credo che questo insegnamento sia ampiamente recepito. Del resto, penso che queste cose abbiano bisogno di sedimentazione, attesa e grande pazienza. Il soprannaturale, specie in un mondo che non crede in Dio e che ha perduto i valori, non si può dimostrare se non dai frutti».

E per il vescovo Grillo quali frutti ha portato?

«Dopo quella mattina del 15 marzo sono rimasto sotto shock per due o tre anni. La Madonnina ha scombussolato la mia vita e mi ha spinto a una maggiore interiorizzazione, ha aumentato da parte mia lo sforzo di essere attento e aperto alle necessità dei fedeli. Per questo mi sono dedicato molto di più alla direzione spirituale, oltre che al lavoro pastorale».

Ha mai parlato della Madonnina con Giovanni Paolo II?

«Nel corso dell'ultima visita ad limina il Santo Padre mi ha chiesto dell'eventualità di costruire un santuario. Gli ho detto che ero pronto a farlo, ma gli ho anche chiesto di aiutarmi ad aprire a Civitavecchia una casa delle suore di Madre Teresa di Calcutta. Vorrei, infatti, che i frutti spirituali e materiali di un santuario vadano anche e soprattutto a favore dei poveri».


Santo Padre Giovanni Paolo II venero la Madonnina di Civitavecchia (Medjugorje)

Il Messagero, Mercoledì 1 Giugno 2005 – “‘Apertura’ di Ratzinger: Papa Wojtyla venero la Madonna di Civitavecchia”, di Orazio Petrosillo

Città del Vaticano – “La Madonna di Civitavecchia farà grandi cose” e stato l'auspicio espresso da Benedetto XVI nel salutare il vescovo Girolamo Grillo, al termine dell'incontro di lunedì con la CEI. Esattamente il 1 aprile scorso, giorno precedente alla morte di Giovanni Paolo II, il vescovo di Civitavecchia consegnò un dossier di studi al dicastero della Dottrina della fede presieduto dal cardinale Ratzinger. Una commissione sotto l'egida del dicastero aveva emesso il verdetto secondo il quale non constava della soprannaturalità delle lacrimazioni. Cosa peraltro detta pubblicamente, durante una trasmissione di "Porta a porta", dal cardinale Tarcisio Bertone, gia collaboratore di Ratzinger.

Monsignor Grillo, in un incontro avuto ieri, ci ha ricordato la grande venerazione che Giovanni Paolo II ha avuto per la Madonnina di Civitavecchia e del suo desiderio che non venisse reso noto quel verdetto sfavorevole, in attesa di migliori approfondimenti. Ripetendo cose in parte gia dette ma aggiungendo altri particolari inediti, Grillo ha raccontato che una sera della fine del febbraio 1995 porto la statuina miracolosa in Vaticano, dove Giovanni Paolo II la venero, prego dinanzi ad essa e al termine pose sul capo della Vergine una corona che egli aveva portato.

Il racconto minuzioso della serata e della venerazione mostrata dal Pontefice si trova nel diario di mons. Grillo il quale, temendo di non essere creduto dopo la sua morte circa l'effettivo svolgimento dei gesti compiuti da papa Wojtyla, chiese al segretario mons. Stanislao Dziwisz una sorta di testimonianza dello stesso Pontefice. Una copia delle pagine del diario furono mandate in Vaticano e il Papa le autentico con la firma: “Joannes Paulus PP II” e la data: 20 ottobre 2000.

Come si ricorderà la statuina, che raffigura la Madonna di Medjugorje, lacrimo sangue (provato quale sangue umano maschile da esami clinici) 13 volte a casa dei Gregori dal 2 al 6 febbraio 1995 in presenza di decine di testimoni, anche pubblici ufficiali, e una 14.ma in casa del vescovo il 15 marzo successivo. Una commissione di teologi si pronuncio per l'origine soprannaturale degli eventi; l'altra costituita sotto l'egida del dicastero ne nego la soprannaturalità.

Il Messagero of Wednesday, June 1, 2005 reports – “‘The opening’ of Ratzinger: Papa Wojtyla venerated the Madonna of Civitavecchia”, by Orazio Petrosillo

 

 

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