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René Laurentin - La Posizione di Medjugorje nella Chiesa

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La Posizione di Medjugorje nella Chiesa è un soggetto difficile, contestato, oggetto di confusione ed ambiguità che è importante dissipare.

Medjugorje non ha bisogno di spiegazioni dalla nostra parte. È un luogo di grazia dove la Madonna si è manifestata portando dei frutti del tutto eccezionali: vita spirituale, conversioni, guarigioni, "si giudica l'albero dai suoi frutti", dice il Signore, ed è il solo criterio di discernimento che viene da lui (Mt 7:20, 12:33).

Lo "status" delle apparizioni

Resta pertanto un'ambiguità di cui è meglio prendere coscienza. Le apparizioni dove la fede diventa evidenza, dove l'invisibile diventa visibile, sono un fenomeno superficiale e secondario in rapporto al Vangelo ed ai Sacramenti. Anche se la Chiesa stessa riconoscesse un'apparizione, (compreso Lourdes e Fatima che sono le più solennemente riconosciute), non mette in gioco la sua infallibilità tanto meno la sua autorità, perchè non si tratta di un dogma, necessario per la salvezza, insegnata a nome di Cristo, ma di un discernimento, solamente probabile ed una congettura.

La Chiesa non dice: Ci dovete credere ma ci sono delle buone ragioni per crederci. È benefico il crederci.

L' autorità responsabile può anche aggiungere: ci credo, ma non impone il suo giudizio sotto la pena di commettere peccato. Se io non credessi a Lourdes o a Fatima, non me ne dovrei accusare in confessione, trovando delle ragioni per cui dubitare. È in questo spirito che avevo intrapreso la mia inchiesta su Lourdes, in piena apertura di spirito.

Parallelamente, se l'autorità dicesse: Ci sono delle serie ragioni per non crederci, è malefico il crederci, il giudizio richiama ad una obbedienza alla Chiesa, ma lascia, una libertà d'esame e di discernimento.

Quando Mons. Zanic aveva annunciato nel 1984-1985, il suo giudizio negativo, avevo preparato la mia coscienza a questa eventualità e me l'ero spiegato lealmente, dicendo, (riassumendo) "in quel caso smetterò di scrivere o di parlare pubblicamente di Medjugorje, ma come hanno fatto gli amici di Santa Giovanna d' Arco, bruciata per ordine di un vescovo nel 1431, approfondirei e metterei in un buon posto le ragioni per rivedere un tale giudizio.

Il rispetto dell'autorità e l'obbedienza dunque non ci devono mai lasciare, comportando anche delle sfumature, a volte delicate, in questo campo che è quello del libero servizio alla fede.

I due significati della parola Chiesa

Quanto alla parola "Chiesa", l'ultima parola del programma che mi è stata concessa (la posizone di Medjugorje nella Chiesa ), un'altra ambiguità deve essere dissipata:

- prima del Concilio, per la maggior parte dei teologi, la Chiesa è stata la gerarchia: il Papa ed i vescovi.

- il Concilio Vaticano II ha rivisto questa concezione. Ha inversamente ristrutturato la Costituzione sulla Chiesa: la Chiesa è innanzitutto il popolo di Dio, all'interno del quale certi fedeli (uguali agli altri davanti a Dio nella fede, la speranza, la carità e nella ricerca della santità) hanno l'autorità nel nome di Cristo, ma questa autorità è servizio al popolo di Dio, ed è per questo che il Papa si onora del titolo "Servitore dei servitori di Dio."

Esaminiamo dunque la posizione di Medjugorje nella Chiesa secondo questi due sensi complementari della parola Chiesa che significa una realtà organica: il Corpo mistico ma visibile di Cristo.

L'accoglienza del popolo di Dio

A Medjugorie, come altrove, è il fiuto (sensus fidei) dei fedeli che ha, in primo luogo,conosciuto la presenza della Madonna in queste apparizioni.

Il parroco, Jozo Zovko, uno spirituale, fu inizialmente critico, esigente nella verifica. Diceva ai parrocchiani:"Cosa andate a fare su quella collina, visto che avete l'Eucarestia in Chiesa?"

Li ha tutti riportati in Chiesa per la Messa quotidiana dove si trasferirono le apparizioni. Molto presto, ha creduto, ed un'apparizione personale della Madonna ha confermato la sua convinzione.

Nel popolo cristiano tuttavia, ci sono degli oppositori, a destra e a sinistra.

1) I cristiani progressisti privilegiano la critica negativa, le spiegazioni psicologiche e psicoanalitiche, il dubbio sistematico ed il sospetto davanti ai fenomeni staordinari.

2) L'ala tradizionalista o medio-integralista, per es. : Fedeltà agli USA, o l'estrema destra della Contro Riforma Cattolica (che scomunica il Papa come eretico) sono stati i più feroci avversari di Medjugorje.

I pellegrini domandano spesso ai veggenti :

- "Cosa bisogna fare per convincere gli oppositori? "

Vicka risponde :

- "Pregate per loro e siate buoni. Il Signore e la Santa Vergine faranno il resto. "

È stata già la posizione di Bernadette, la quale non discuteva le obiezioni degli oppositori venuti a fare polemica con lei, ma rispondeva, se essi insistevano, dal suo ascolto silenzioso : " Ho l'incarico di dirvelo, non sono incaricata di farvelo credere. "

La Chiesa gerarchica : i Vescovi ed il Papa.

La situazione è più complessa da parte delle autorità.

Il vescovo del luogo

Il vescovo del luogo, successore degli apostoli, responsabile del discernimento nelle sua diocesi, Mons. Zanic, è stato inizialmente favorevole (benchè non se ne voglia più ricordare al giorno d'oggi) durante l'estate 1981. Ma il conflitto locale con i francescani (i quali sono l'80% dei preti della sua diocesi) ha inasprito tutto a poco a poco. Il tempo che mi è concesso non mi permette di dettagliare questo problema, per il quale rinvio ai miei libri.

Quando mi sono recato per la prima volta a Medjugorje, nel Natale 1983, lo credevo ancora favorevole. Mi ha fatto capire che mi sbagliavo, ho ascoltato e raccolto a mio meglio le sue obiezioni, ma esse mi sono parse molto esteriori, parziali e deboli rispetto alle evidenze positive, questo mi ha impegnato in un'avventura difficile, con tutto rispetto per la sua autorità episcopale. L'ho visto tanto spesso quanto ho potuto. Mi ha confermato la sua opposizione radicale. Al termine della sua visita, gli ho domandato la sua benedizione. Una volta, ha fatto delle difficoltà. Ho insistito dicendo :

- "Se vi creo dei problemi, donatemela per la mia conversione.

A ciò ha risposto con la sua autorità episcopale :

- "Restate Laurentin. "

La sua posizione del 30 Ottobre 1984 contro Medjugorje mi ha calunniato su parecchi punti, in maniera sorprendente. Gli avrei consigliato di nascondere la verità! Sono stato squalificato come teologo. L'avrei fatto per i soldi. Avrei guadagnato più di un miliardo! Sarei stato sedotto dal fascino dei veggenti di Medjogorje piuttosto che ascoltare il vescovo. Ma non mi ha mai vietato di andare a Medjugorje né proibito di scrivere.

M'apprestavo a fare silenzio, dopo il giudizio negativo che aveva pubblicamente annunciato. Ma quando venne a proporlo a Roma, nell'Aprile 1986, il Cardinale Ratzinger gli disse (e Mons. Zanic, uomo chiaro e senza dissimulazioni, l'ha rivelato apertamente) : " No, dovete sciogliere la vostra Commissione Diocesana. Il giudizio è trasferito alla Conferenza Episcopale . "

Era insperato, perchè secondo una vecchia tradizione radicalizzata dal Cardinale Ottaviani, che aveva preso nel 1959 e 1960 i decreti contro Suor Faustina (oggi beatificata) e contro Madre Yvonne Aimée, ecc... Il Santo Ufficio sosteneva generalmente i vescovi sfavorevoli alle apparizioni, e moderava, piuttosto i giudizi favorevoli. Qui dunque, è stato l'inverso. Ci siamo chiesti perchè.

Credo di sapere la spiegazione.

Nel Luglio 1984, il Papa Giovanni Paolo II, a cui avevo offerto di persona il mio primo libro: La Madonna appare a Medjugorje? (Febbraio 1984), l'aveva letto a Castelgandolfo, e l'aveva raccomandato a Mons. Pio Belo Ricardo, vescovo di Los Teques (Venezuela).

L'anno seguente, aveva letto parallelamente Gli studi medici e scientifici su Medjugorje che avevo scritto con il professore Joyeux di Montpellier.

Infine, avevo suscitato a Milano, una riunione internazionale di medici e teologi, per stabilire 10 conclusioni scientifiche e 10 conclusioni teologiche su Medjugorje. L'accordo era stato facile, di una giornata di lavoro, e queste 20 conclusioni furono inviate a Giovanni Paolo II, attraverso il dottore Luigi Farina, Presidente dell'ARPA, presso il quale si era tenuta questa riunione. Il Papa trasmise tutti questi documenti al Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione della Fede che sembra abbia preso questa nuova decisione dopo aver conferito con Giovanni Paolo II. Una decisione senza precedenti : essa prosciolse il vescovo della sua autorità ordinaria, senza proscioglierlo completamente, facendo lui parte della Conferenza Episcopale alla quale il giudizio fu trasferito.

Ne è risultato un lungo lavoro. Il Cardinale Kuharic, presso il quale Vicka aveva avuto una apparizione (nel suo salone, nel 1983, così m'ha detto) era aperto e discretamente favorevole, m'è sembrato. In ogni caso, si augurava che i vescovi accettassero in pace questo pellegrinaggio maggiore e fruttuoso, al posto di suscitare uno di questi conflitti d'apparizioni che creano malumori e divisioni nella Chiesa, a scapito dei fedeli, dei vescovi, e di Dio stesso.

Ma prudenti e rispettosi del vescovo del luogo: Mons. Zanic, responsabile davanti a Dio della parrocchia di Medjugorje, manteneva a giusto titolo, una posizione di primo piano.

Ogni volta che la domanda fu posta alla Conferenza Episcopale, gli spettava di parlare per primo. Rinnovava, con il vigore che gli è proprio, tutte le obiezioni che ha spiegato per due volte in modo pubblico e strepitoso :

1. La posizione del 30 Ottobre 1984, che aveva portato un freno all'espansione di Medjugorje, dato che invitava i vescovi delle Conferenze Episcopali del mondo intero a sostenere la sua posizione negativa, suggerendo che i pellegrinaggi (ufficiali, ha sempre precisato) non erano autorizzati...

2. Poi la sua severa predica del 25 Luglio 1987, contro Medjugorje, durante la cerimonia della Cresima. Ci si aspettava di vedere i parrocchiani insorgere, ma l'ascoltarono con rispetto, silenziosamente, malgrado le profonde ferite che risentivano nel loro cuore. Donarono la prova del loro eroico rispetto ed obbedienza. Ma il vescovo lo comprese inizialmente in un altro modo. Durante il pranzo che seguì, concluse : " Non ci credono più così tanto oggi giorno. " I Francescani gli fecero capire che si sbagliava (predica pubblicata con le mie osservazioni critiche nel DN 7 pag. 72-77).

Dopo questo prioritario intervento del vescovo del luogo, gli altri vescovi, meno informati, tacevano o l'appoggiavano per solidarietà. L'unico che difendeva la causa di Medjugorje era Mons. Franic, Arcivescovo di Spalato, un'autorità in questa materia, perchè era presidente della Commissione Dottrinale. Ma andò in pensione il 10 Settembre 1988 e sparì dalla Conferenza Episcopale dove il terreno era libero per Mons. Zanic.

In queste condizioni, non ho mai saputo come il Cardinal Kuharic abbia potuto fare per arrivare, nel Novembre 1990, alla riconoscenza del pellegrinaggio e del suo culto da parte della Conferenza Episcopale. Si fece secondo le direttive ed i criteri pubblicati il 25 Febbraio 1978 dal Cardinale Seper (predecessore del Cardinal Ratzinger alla Congregazione de la Fede). In caso di apparizioni - se nessuna obbiezione grave si presenta e se i frutti sono buoni, che il vescovo prenda in incarico il pellegrinaggio per dirigere la pietà dei fedeli. Dopo di che, potrà, eventualmente, con la calma e l'esigenza necessaria, riconoscere le stesse apparizioni. Sfortunatamente, Mons. Zanic non aveva accettato questo riconoscimento del pellegrinaggio (al quale si era opposto) se non introducendo diverse clausole negative. Queste sottili restrizioni resero il testo talmente oscuro che il Cardinale e la Conferenza avevano deciso di non pubblicarlo e di fare la riconoscenza in atto (come si è fatto a Roma, senza dichiarazione, per il riconoscimento delle Tre Fontane).

È così che Mons. Komarica, Presidente della Commissione d'inchiesta su Medjugorje, venne a celebrare la Messa del pellegrinaggio e dichiarò ufficialmente : Vengo non solamente a mio nome, ma a nome di tutti i vescovi iugoslavi, ivi compreso Mons. Zanic (vescovo del luogo ed oppositore numero 1). Altri vescovi verranno...

Ed altri seguirono, ivi compreso Mons. Zanic, ed il suo Arcivescovo, il futuro Cardinale Puljic di Sarajevo.

Tutto andò dunque per il meglio. Ma il 2 Gennaio 1991, il testo, tenuto segreto a causa della sua ambiguità, fu pubblicato dall'agenzia di stampa italiana ASCA (per iniziativa di Mons. Zanic, assicura la Contro Riforma chi gliene fa onore) con un commento radicalmente negativo. Questo testo oscuro pubblicato in condizioni dubbie creò incertezza e smarrimento, a scala internazionale, tra i pellegrini. Lo riferirono al Cardinale Kuharic, il quale rispose :

-"  La Chiesa non si faccia premura, noi vescovi, dopo tre anni di studi della Commissione, abbiamo dichiarato Medjugorje luogo di preghiera e santuario mariano. Questo significa CHE NOI NON CI OPPONIAMO a chi viene in pellegrinaggio a Medjugorje per venerarci la Madre di Dio, in conformità con l'insegnamento e la fede di tutta la Chiesa. Per quanto riguarda la soprannaturalità delle apparizioni, abbiamo dichiarato : AL PRESENTE NON POSSIAMO AFFERMARLO. LO RIMETTIAMO AD UNA DATA ULTERIORE. LA CHIESA NON HA FRETTA. " (Dichiarazione stampata nel Vecenijlist, Agosto 1993; DN 13, p.41).

Molti vescovi croati parlarono allo stesso modo.

Assillato da domande, a scala internazionale, il Cardinale Kuharic prese il tempo necessario per portare a termine, il 10 Aprile 1991, una nuova redazione del testo, più chiara ove erano sparite alcune ambiguità negative.

Il senso diventò più chiaro, malgrado le dichiarazioni negative diffuse nella stampa. I vescovi iugoslavi ebbero a scegliere tra le due formule classiche di giudizi possibili, fino al momento in cui l'autenticità delle apparizioni non sarà riconosciuta :

1) Non patet supernaturalitas : il soprannaturale non è provato.

2) Patet non supernaturalitas : il carattere non soprannaturale è provato.

I vescovi avevano scelto, non la seconda formula, che escludeva il soprannaturale, ma la prima, dubbiosa : non è ancora possibile riconoscere il carattere soprannaturale, ma senza escluderlo, come l'aveva chiaramente precisato il Cardinale Kuharic. È peccato il vedere come la stampa e come certi preti o autorità confondono costantemente la formula prudente, che sospende il giudizio, e la formula che l'esclude definitivamente. Questa confusione, frequente in materia, non ha smesso di rimbalzare a Medjugorje.

Altra ambiguità : la parola soprannaturale, in pari circostanze è generalmente usata in senso ambiguo e soggetto a confusione; vuole significare miracoloso, straordinario, inesplicabile : questo è un senso tutto particolare della parola soprannaturale. E l'ambiguità è spiacevole, perchè sembra privare le attività del pellegrinaggio (messe ferventi, innumerevoli confessioni, via crucis e rosario) del carattere soprannaturale, come se fosse un luogo di superstizione! Questo è il carattere di certi commenti ma la Conferenza Episcopale non mette in dubbio il carattere soprannaturale delle liturgie di Medjugorje ma stima soltanto che la prova di un intervento straordinario di Dio non è ancora stabilita.

Voi sapete che Mons. Franic ha biasimato la prudenza dei vescovi e la pensa in parte responsabile della guerra, nella misura in cui : " Non hanno riconosciuto la voce della Madre di Dio che proponeva la pace " oppure si sono " opposti senza sosta " (DN 14, p.114). La chiamata urgente della Madonna non è stata molto ascoltata, essa non ha potuto salvare la situazione. Lascio all'arcivescovo la responsabilità del suo giudizio pubblicato da Gebetsakion, non avendone personalmente né l'autorità né la competenza (Dn13,14 e 15 : 1994,1995, 1996).

Durante la guerra che metteva la sua diocesi in fiamme e fuoco, Mons. Zanic si era rifugiato a Roma dove passò la maggior parte del tempo per far nominare un successore che continui la sua lotta contro i Francescani a Medjugorje. L'ottenne. Il Padre Peric, superiore del seminario croato a Roma, che era stato suo aiutante principale per trasmettere le sue obiezioni e lamentele alle congregazioni romane è dunque diventato il vescovo del luogo, con delle convinzioni meno marcate ma meno impulsive, dunque più efficaci di quelle di Mons. Zanic. Certo, mantiene la prudenza episcopale, e non ha emesso alcun giudizio ufficiale negativo contro i pellegrinaggi, nonostante molte dichiarazioni ed atti sfavorevoli.

Ma a più riprese, ha interpretato il giudizio della Conferenza Episcopale (qui sopra) in maniera abbastanza radicalmente negativa. L'ha fatto dire dal suo vicario generale, in più si è espresso lui stesso nel Krava na Kamenu (Chiesa sulla roccia, inizio 1995) in questi termini radicali :

" È impossibile dichiarare che si tratti di apparizioni soprannaturali (a Medjugorje). Dopo la dichiarazione (episcopale del 10 Aprile 1991) c'è l'avviso (negativo) di due vescovi di Mostar : il precedente e l'attuale (Mons. Peric qui parla di se stesso alla terza persona). Coloro che dicono il contrario raccontano delle storie ingenue per bambini (...). Noi rimaniamo all'evidenza che la Madonna non è apparsa a nessuno a Medjugorje."

Aggiunge tuttavia (ciò che limita e contraddice i suoi stessi propositi) :

- Il vescovo di Mostar (Mons. Peric stesso) non ammete se non quello che hanno detto i vescovi (il 10Aprile 1991) e non crede alle storie di Medjugorje. È quello che il Vicario Generale ha chiaramente messo in evidenza (in una dichiarazione recente alla stampa). Il testo stesso della dichiarazione del 10Aprile e l'interpretazione autorizzata del Cardinale Kuharic, principale autore e firmatario della Dichiarazione Episcopale, citata in alto, rimettono i puntini sulle i.

L'altalena delle interpretazioni

In questa confusione, parecchi vescovi del mondo intero, non comprendendo nulla, si domandavano se dovessero scoraggiare i loro diocesani ad andare a Medjugorje. Scrissero alla Congregazione della Fede e parecchi ricevettero una risposta che faceva eco alla decisione ufficiale dei vescovi in data del 10 Aprile 1991, ma in termini così ambigui che la stampa l'interpretò in un senso radicalmente negativo. In seguito a questa pubblicazione, molti fedeli si sono sentiti dire : " Se andate a Medjugorje, siete nella disobbedienza. "

Ecco l'essenziale della risposta indirizzata a Mons. Taverdet, vescovo di Langres, in risposta alla sua lettera del 14 Febbraio 1996, da parte di Mons. Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione della Fede il 23 Marzo 1996. Dopo aver citato l'essenziale della dichiarazione dei vescovi iugoslavi in data del 10 Aprile 1991 (riportata sopra) concluse : " Secondo ciò che è stato detto, si conclude che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, inteso come luogo di autentiche apparizioni mariane, non devono essere organizzati, perchè sarebbero in contraddizione con ciò che è stato affermato dai vescovi dell'ex-iugoslavia. "

Sotto l'influenza dei due rapporti successivi dei due vescovi del luogo, la risposta accumula tutti i tratti negativi senza mettere in risalto il positivo del documento. La stampa intitolerà : Roma vieta i pellegrinaggi a Medjugorje.

Il vescovo di Rottenburg-Stuttgart aveva fatto eco alla stessa dichirazione ricevuta da Roma, in termini più negativi che erano stati riprodotti dal vescovo di Metz. Suor Emmanuel gli scrisse osservando giustamente :

Il Cardinal Ratzinger non ha mai vietato il pellegrinaggio a Medjugorje. Non fa altro che ricordarci una legge della Chiesa, vale a dire che, per i luoghi di apparizioni ancora sotto studio, i pellegrinaggi ufficiali sono vietati, ma i pellegrinaggi privati sono autorizzati (Lettera dell'8 Novembre1995).

Vista la confusione che risultava da queste interpretazioni contraddittorie e più o meno abusive, il dottore Joaqin Navarro Valls, portavoce della Santa Sede e direttore della sala stampa, smentì chiaramente l'interpretazione negativa, il 21 Agosto 1996:

-  "Il Vaticano non ha mai detto ai cattolici "Voi non potete andare a Medjogorje. Ai vescovi, invece ha detto: Le vostre parrocchie e diocesi non possono (ancora) organizzare dei pellegrinaggi UFFICIALI. Ma non si può dire alla gente di non andarci, fino a quando non si è provato che le apparizioni sono false : questo non è mai stato dichiarato. 

Dunque ognuno può andarci se vuole (dichiarazione del 21 Agosto 1996 all'Agenzia d'informazione cattolica, Il Catholique News Service).

Ha aggiunto:

" Un cattolico che va in un tale luogo (di apparizioni) in buona fede ha diritto ad una assistenza spirituale. La Chiesa non proibisce affatto ai preti d'accompagnare i viaggi a Medjugorje in Bosnia-Erzegovina, organizzati dai laici, come non gli vieta di accompagnare un gruppo di cattolici che andrebbero a visitare la Repubblica Sud Africana (...). Colui che legge la lettera dell'arcivescovo Bertone potrebbe pensare che sarebbe ormai vietato ai cattolici di andare a Medjugorje. Questo significherebbe mal interpretare, perchè nulla è cambiato, nulla di nuovo è stato detto. Il problema è di non organizzare pellegrinaggi ufficiali (vescovi in testa) che sembrerebbe costituire una riconoscenza canonica degli avvenimenti di Medjugorje ancora in esame. È tutta un'altra cosa organizzare un pellegrinaggio accompagnato da un prete, necessario per le confessioni. È un peccato che le parole dell'arcivescovo Bertone siano state comprese in un senso restrittivo. La Chiesa ed il Vaticano avrebbero detto no a Medjugorje? No!

Il direttore della camera di stampa ha ben notato che l'arcivescovo Bertone aveva ben fatto eco alla dichiarazione episcopale laddove dice che " i numerosi fedeli che si recano a Medjugorje richedono l'aiuto pastorale della Chiesa " (dunque l'aiuto dei preti nei loro pellegrinaggi).

Così i pellegrinaggi a Medjugorje, nonostante non ufficiali, richiedono l'aiuto pastorale dei sacerdoti per la Messa, la predicazione, le confessioni.

Gli altri vescovi

Per mancanza di spazio, sarò breve sulla posizione del nuovo vescovo, di cui ho dettagliato gli atti e le dichiarazioni nei volumi successivi delle Dernières Nouvelles di Medjugorje (DN 13, 14, 15 : 1994, 1995, 1996).

Più di 100 vescovi sono venuti a Medjugorje malgrado l'opposizione del vescovo del luogo: è abbastanza sorprendente vista la maniera rigorosa in cui la solidarietà episcopale è vissuta nella Chiesa (cosa che ha molto nociuto alla mia reputazione; perchè gli attacchi personali di Mons. Zanic contro di me sono stati presi sul serio.

Ma numerosi vescovi hanno costatato notevoli conversioni, profonde, durature, dei loro parrocchiani a Medjugorje. Degli indifferenti, degli oppositori, dei protestanti divenivano dei pilastri della Chiesa Cattolica. Sono andati a vedere, si sono convinti e hanno testimoniato, secondo la libertà statutaria stabilita nella Chiesa in questa materia. Ho dettagliato il nome e le testimonianze di questi vescovi negli ultimi volumi delle mie Dernières Nouvelles.

La posizione del Papa

Se tanti vescovi si sono recati a Medjugorje malgrado la dissuasione che creava la posizione negativa del vescovo del luogo (conosciuta pertanto da alcuni di loro), questo dipende da un'altra ragione che molti di loro hanno pubblicato. Hanno domandato consiglio a Giovanni Paolo II, il quale gli ha risposto positivamente, fino a dire a Mons. Hnilica :

"Se non fossi Papa, ci sarei già andato da tanto tempo."

Non posso dettagliare le numerose testimonianze episcopali sulla posizione del Papa. Sarò ancora più discreto sul fatto che, essendo stato invitato a colazione con lui, per sottoporgli una questione importante, una volta terminato, passò la metà di questa colazione ad interrogarmi su Medjugorje.

Ciò che ha più spesso riconosciuto davanti ai numerosi vescovi, sono " i buoni frutti " che sono le fondamenta per l'autenticità di un'apparizione, secondo il solo criterio dato da Cristo stesso : " Si giudica l'albero dai suoi frutti " (Mt 7, 16-20; 12, 33 e paralleli).

Il 6 Aprile 1995, il Vice Presidente della Croazia, Mons. Radic, rappresentando il Presidente Tudjman, e il Cardinal Kuharic, venuti a ringraziare il Papa dopo la sua visita in Croazia, l'invitarono a venire a celebrare nel Settembre 1995, il 17 esimo centenario della fondazione della Chiesa a Spalato. Il Papa rispose :

- " Esaminerò. Ma in questo caso (se posso venire) desidero visitare Santa Maria Bistrica (il santuario nazionale croato della Madonna, vicino a Zagabria) e ... Medjugorje. "

Queste parole furono riportate dai giornali croati (DN 14, p.44)...

Il 31 Maggio 1995, secondo Suor Emmanuel, disse ad un gruppo d'inglesi :

- " Pregate affinchè io possa andare a Medjugorje quest'anno. " (Dn 15).

Questa testimonianza ed altre sono pubblicate nel DN 14, p. 43-45 e 15, p. 43-46.

Non penso che il desiderio del Papa possa realizzarsi, vista l'opposizione del vescovo del luogo, perchè se il Papa ha teoricamente tutti i poteri, manifesta il più grande rispetto alle autorità stabilite nella Chiesa, secondo il principio di subsidiarietà : che lo scalino superiore deve evitare di sostituirsi agli scalini inferiori, mantenendo tutta la sua libertà di confermare, in privato, le sue convinzioni.

Dove si va?

Alla domanda : Dove si va? Cosa rispondere?

1) Medjugorje non rivela più della Conferenza Episcopale Iugoslava, presieduta dal Cardinal Kuharic, che aveva accettato il pellegrinaggio. Ma non c'è più la Conferenza Episcopale Iugoslava e la sua Commissione è di fatto sparita.

2) Il vescovo del luogo, Mons. Peric appartiene attualmente alla Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina, presieduta dal Cardinale Puljic. Costui è sempre stato solidale al vescovo del luogo che è oppositore, senza prendere posizione formalmente. La nuova Conferenza della Bosnia-Erzegovina non comprende che tre vescovi, uno radicalmente negativo (il vescovo del luogo), l'altro (il Cardinale Presidente), normalmente solidale. La posizione del terzo, Mons. Komarica, vescovo perseguitato di Banja Luka, Presidente della Commissione d'inchiesta iugoslava resta sibillina. Alcuni esperti favorevoli a Medjugorje, hanno confidato a Mons. Franic che, nella Commissone che Mons. Komarica presiedeva, non si sentivano liberi.

Il vescovo di Mostar avrebbe detto in privato a degli interlocutori che l'hanno riportato : " Durante la guerra, non agirò contro Medjugorje, ma dopo la guerra, sarà senza dubbio il momento. "

Ciò che sospende la sua azione negativa attutita, è che non ignora la posizione del Papa, discreta ma chiara e ben conosciuta. La situazione di Medjugorje resterà protetta moralmente fino a quando Giovanni Paolo II vivrà.

Quello che succederà dopo (il più tardi possibile!) dipenderà dal prossimo Papa.

A vedute umane, la prospettiva sembrava dunque abbastanza oscura. Ma era ancora più oscura quando Mons. Zanic annunciò il suo giudizio negativo in diverse tappe che non ho potuto dettagliare. Ogni volta il peggio è stato evitato contro ogni attesa. La grazia di Medjugorje continua : fino a qui la Vergine Maria s'è mostrata discretamente la più forte, anche nel peggio, che abbonda.

A proposito di un'azione ufficiale, ufficialmente riconosciuta abusiva contro i Francescani

Un fatto troppo poco conosciuto conforterà coloro che apprezzano le grazie di Medjugorje. Le repressioni dell'autorità ecclesiastica contro i francescani, di cui la parrocchia di Medjugorje ha subito artificialmente i contraccolpi e interferenze, sono state a volte abusivi. E uno di questi abusi è stato ufficialmente riconosciuto e annullato dalla Corte Suprema della Chiesa (analoga alla nostra Corte di Cassazione) : La Signatura Apostolica il 24 Maggio 1991 (R.Laurentin, Dernières Nouvelles 13, p. 37 50).

In breve, due francescani erano stati condannati per decisione amministrativa, per aver continuato la loro attività pastorale a Mostar, vicino ai fedeli che non volevano ricevere i sacramenti se non dai Francescani. Erano stati esclusi dall'ordine, sciolti dai voti e lasciati in suspance (il che vuol dire privati del diritto di celebrare la Messa e di esercitare gli atti del loro sacerdozio). Andavano spesso a pregare a Medjugorje, e Vicka, da loro consultata, è stata giudicata ben imprudente e colpevole di aver detto, dopo aver consultato la Gospa, che il giudizio era stato precipitato.

I due frati ricusarono la sanzione amministrativa, domandarono di essere giudicati, secondo le leggi della Chiesa, e promisero di sottomettercisi. I loro diversi appelli non ricevettero risposta. L'ultimo, indirizzato il 2 Settembre 1985 alla Signatura Apostolica fu preso in considerazione. Ma, all'inizio del 1986, uno dei più vicini collaboratori del Papa fermò il funzionamento della giustizia su questo caso dove era implicato, e i responsabili dell'Ordine Francescano, avendo preso la decisione su sua ferma domanda. Si sentì in dovere di " coprirli ".

I giudici della Signatura Apostolica preoccupati dell'indipendenza statutaria della giustizia, così ben stabilita nella Chiesa come in tutti gli stati civili erano stati scioccati da questa pressione amministrativa.

In più, poco dopo, il Papa (ignorando sensa dubbio questo fatto) aveva nominato questo collaboratore, Prefetto della Signatura Apostolica, ciò che aveva aggravato il malessere dei giudici. Tre anni dopo, il Papa, senza dubbio meglio informato, trasferirà questo Cardinale in un'altra Congregazione e i giudici ripresero in esame il dossier. Giudicarono, in tutta onestà, che la dichiarazione amministrativa presa contro i frati era invalida e contraria al Diritto Canonico, ciò che permise ad uno dei frati, perseguitato da 10 anni, ma fedele, di riprendere le sue funzioni. L'altro era stato così scandalizzato dal rifiuto di rendere giustizia, e così scombussolato da una depressione prolungata, che aveva abbandonato la vita religiosa ed il sacerdozio, conformemente (ahime!) alla decisione amministrativa che lo escludeva dal suo Ordine, annullando ufficialmente i suoi tre voti tra cui quello di castità. Il giudizio della Signatura Apostolica che annulla questo abuso di potere ha messo un termine a questa irregolarità nel funzionamento della giustizia suprema. È firmato da 10 giudici, tra cui 5 Cardinali, il preside del Sacro Collegio in testa, perchè la Corte Suprema della Chiesa si situa ad un livello più elevato di quelle degli Stati. I giudici vi sono i principali dirigenti: dei capi di Dicasteri, l'equivalente dei Ministri dello Stato.

Tuttavia, per riguardo agli alti personaggi implicati in questo abuso di potere, il tribunale supremo ha pubblicato questo giudizio con un'annotazione che ne vieta la pubblicazione: ciò non autorizza a riprodurlo con le sue giuste motivazioni ma solamente a farne conoscere le conclusioni pubbliche.

Insomma, se l'apparizione di Medjugorje produce indiscutibilmente dei buoni frutti di conversione e di santità, che noi tutti conosciamo, l'opposizione a Medjugorje produce dei frutti cattivi. Ognuno può riferirsi al solo criterio di discernimento donato da Cristo: Si giudica l'albero dai suoi frutti...(Mt 7, 17-20; 12,33)

Pregiamo dunque la Gospa di continuare a proteggere Medjugorje. Che lei mantenga in tutti l'obbedienza, il rispetto del vescovo del luogo e delle autorità, il senso della pace, ma anche la generosità e l'efficienza al servizio della luce e dei frutti di Medjugorje: questo capolavoro della Madonna alla fine del nostro secolo. Che lei illumini gli alti responsabili della Chiesa, come ha illuminato il Papa Giovanni Paolo II stesso.

 

 

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